Quando parliamo di un consumo moderato di alcol, intendiamo una quantità giornaliera di alcol equivalente a non più di 2-3 Unità Alcoliche (36 grammi) per l’uomo, non più di 1-2 Unità Alcoliche (24 grammi) per la donna e non più di 1 Unità Alcolica (12 grammi) per l’anziano. Una Unità alcolica (U.A.) corrispondente a circa 12 gr di etanolo, è contenuta in un bicchiere piccolo (125 ml) di vino di media gradazione o in una lattina di birra (330 ml) di media gradazione o in una dose da bar (40 ml) di superalcolici.

Per Abbuffata alcolica o Binge Drinking intendiamo il consumo del doppio del limite massimo giornaliero.

Dopo l’abbuffata di alcol è presente un periodo di astinenza più o meno lungo, per poi ripresentarsi l’abbuffata di alcol.

Quasi sempre il Binge Drinking si associa all’Emotional Drinking cioè il bere su base emotiva: si beve per gestire meglio tutta una serie di sensazioni ed emozioni difficilmente tollerabili. E’ certa infatti una relazione fra incapacità nella gestione delle emozioni e ricerca dell’alcol sotto forma di abbuffata. Si ha la fantasia che l’alcol aiuti a superare stati d’animo negativi ed emozioni spiacevoli, ma in realtà li induce.

Questa tendenza ad abusare di alcol in tempi ristretti sembra essere tipica del sesso femminile.  Si può collegare ad un più generalizzato discontrollo degli impulsi (tendenza ad abusare di farmaci, tendenza al Binge eating Disorder…). Ma può presentarsi anche come unico sintomo: si passa una giornata a bere per poi mantenersi astinenti per qualche giorno; ma quando riaffiorano le sensazioni negative quali inutilità, incapacità, difficoltà ad affrontare tutte le situazioni che una donna deve gestire, si ricorre all’alcol per trovare forza e sostegno.

All’abuso di alcol, che non necessariamente comporta una ubriacatura, segue il classico hangover, cioè depressione del tono dell’umore, apatia, anedonia, stanchezza fisica.

Al di là degli svantaggi emotivi ed affettivi dell’hangover, è stato visto come questa modalità reiterata nel tempo comporti disturbi cognitivi persistenti, come difficoltà di concentrazione e di memoria. Cosi come alterazioni emotive quali l’incapacità di far fronte ai normali cambiamenti umorali della vita. Alla fine sembra che l’unica strategia per superare le difficoltà cognitive ed emotive sia proprio ricorrere all’alcol quando in realtà l’alcol ne è la causa.

E’ quindi importante non sottovalutare  il problema del rapporto con l’alcol anche se non si ha una dipendenza che comporta assunzione di alcolici giornaliera.

Se si beve ogni tanto, ma in maniera massiva e si utilizza questo comportamento per tollerare situazione o emozioni spiacevoli, si ha un problema. Anche se alla bevuta segueno diversi giorni di astinenza.

Il fattore patologico è cercare di ricorrere a qualcosa di esterno per gestire vissuti interni. Si deve avere la forza ed acquisire le competenze per affrontare il malessere in altro modo.

Infine va sottolineata l’importanza sociale del bere, soprattutto fra pari (drinking buddies). Specialmente fra le giovani donne è frequente l’assunzione di alcolici in maniera smodata in compagnia.

Addirittura è stato introdotto il termine drunkoressia, intendendo la tendenza a non assumere cibo per poter poi concedersi alcol senza aumentare di peso. Fenomeno tipicamente femminile.

Quindi l’importante è non sottovalutare mai le problematiche correlate all’abuso di alcol, anche occasionale e chiedere aiuto a specialisti per superare questo comportamento che, se prolungato, comporta un netto disagio psichico.