Si è sempre ritenuto il bullismo un comportamento tipicamente maschile. In realtà negli ultimi anni è aumentata l’incidenza di bullismo nel sesso femminile.

Vediamo quali sono le forme più comuni di bullismo al femminile.

Esiste il bullismo fisico, anche se questo in effetti è meno frequente nel sesso femminile. Ma dobbiamo intendere come bullismo fisico anche un semplice schiaffo od una spinta o comportamenti violenti reiterati come sgambetti effettuati più volte.

Nell’ambito del bullismo fisico rientra anche provocare danno alle cose appartenti ad altri. Per esempio tagliare un giubbotto, nascondere e sciupare un astuccio o cartella….tutto questo può essere considerato un atto aggressivo verso la vittima.

Ma sicuramente le femmine prediligono altre forme per esercitare il proprio potere sui pari.

Frequente è il cyberbullismo, con la presa in giro di altre ragazzine tramite i social network. Questo comportamento è andato nel tempo aumentando parallelamente allo sviluppo e alla diffusione di sempre maggiori mezzi di comunicazioni sul web. Pubblicare foto ridicole, spacciarsi per qualcun’altro, diffondere infamie su una persona: è tutto molto semplice tramite facebook, istagram,ecc ecc.

Ma il più comune rimane il bullismo verbale: quindi frasi dette di persona, insulti, provocazioni…soprattutto in contesti di gruppo quando la persona viene umiliata pubblicamente. In questo caso la ragazzina sottoposta a bullismo è cosciente e direttamente coinvolta in ciò che sta accadendo.

Esiste però una subdola forma di bullismo rappresentata dal mettere in giro voci, pettegolezzi, maldicenze su una ragazzina o bambina nel contesto dei pari. Ciò comporta che la vittima si trovi a poco a poco isolata, molto spesso senza neanche sapere il perchè. Si tratta di bullismo indiretto e molto spesso comporta la cosidetta alienazione sociale.

Questi sono i tipi più frequenti di bullismo nel sesso femminile e si possono verificare a qualsiaisi età. Non c’è da stupirsi se ci sono vittime di bullismo già in età scolare. Molto spesso infatti le bambine e le ragazzine per sentirsi  sicure di sè, cercano di mostrare supremazia sulle altre. Non solo ma la prepotenza molto spesso viene riconosciuta e temuta fra pari come forza fino a fare diventare le autrici di atti di bullismo delle vere e proprie leaders.

Le vittime bullizzate non sempre hanno la capacità di reagire, soprattutto quando reagire significa mettersi contro il gruppo. Vi è sempre un pò la speranza che questi atti violenti cessino e la vittima sia finalmente accettata. Purtroppo ciò si verifica molto raramente.

La sofferenza di chi è esposto ad atti di bullismo è tale che si può arrivare ad agiti di autoaggressività fino al suicidio, spesso causato dalla rabbia, dalla vergogna e dalla frustrazione di non saper reagire.

Come prevenire atti di bullismo? E come rendersi conto se questi sono presenti?

Prima di tutto sia a livello familiare che scolastico si dovrebbe lavorare sulla autostima delle bambine e delle ragazzine. La sicurezza in se stesse dovrebbe essere tale da non poter essere scalfita da prese in giro ed altro. Cosi come nel caso delle bulle non dovrebbere essere necessari atti di bullismo per rendersi conto di valere qualcosa.

E’ necessario avviare una campagna di informazione che coinvolga genitori, maestri, professori, allenatori, educatori al fine che questi possano riconoscere i primi segnali di malessere in una vittima di bullismo. Qualora vi sia la comparsa di maggiore tristezza, irritabilità, insofferanza ed anche e soprattutto la tendenza a rifuggire il gruppo dei pari, dobbiamo pensare alla presenza di atti di bullismo.

Bisogna invitare la vittima ad esprimersi, ad aprirsi, anche se ciò è piuttosto difficile per i sentimenti di vergogna e incapacità spesso pervasivi.

Manifestare sempre la possibilità e la speranza che da questa situazione si possa uscire…se necessario anche con un intervento specialistico.