La disforia premestruale è una condizione caratterizzata da irritabilità, tensione ed abbattimento del tono dell’umore prima del ciclo mestruale.

Questi sintomi possono determinare il vero e proprio disturbo disforico premestruale, codificato anche dal DSM V, cioè dal manuale della patologie psichiatriche.

Il disturbo si caratterizza per la presenza di labilità dell’umore, irritabilità, disforia (quella sensazione per la quale siamo sempre sull’orlo di scoppiare) e sintomi d’ansia. Questo stato emotivo deve essere associato a più cicli mestruali e ridursi con la comparsa delle mestruazioni. Può cominciare da 5 a 11 giorni prima del ciclo, per poi scomparire alla comparsa delle mestruazioni. I sintomi condizionano pesantemente la vita della donna ed interferiscono sull’attività lavorativa e di relazione.

La differenza fra sindrome premestruale e disturbo disforico premestruale è la quantità di sintomi che caratterizzano il secondo. Più nello specifico devono essere presenti cinque o più dei seguenti sintomi:

  • perdita di interesse per le attività quotidiane e per le relazioni sociali
  • sensazione di fatica e di mancanza di energia
  • sentimenti di tristezza e perdita di speranza, con possibili pensieri suicidi
  • tensione ed ansia
  • ricerca di cibo e possibile comparsa di abbuffate
  • oscillazioni del tono dell’umore, passando da benessere a tristezza, con pianto frequente
  • attacchi di panico
  • irritabilità ed aggressività nei confronti degli altri
  • sintomi fisici come tensione al seno, dolori articolari e muscolare, sensazione di gonfiore
  • problemi nel sonno
  • difficoltà di concentrazione

Caratteristici sono comunque i sintomi che riguardano la sfera dell’affettività  con sbalzi di umore e nervosismo.

Le cause di tale disturbo non sono ancora del tutto note, ma sicuramente coinvolgono fattori ormonali. Inoltre sembra che siano più soggette a questo disturbo, donne con una storia di ansia o di depressione, anche stagionale, cioè quella depressione che si presenta ai cambiamenti stagionali.

Ci sono alcuni fattori che sembrano aumentare il rischio di sviluppare una condizione di disforia premestruale e sono l’abuso di alcol, il sovrappeso, l’assunzione di grandi quantità di caffeina, familiarità per questo tipo di disturbo soprattutto da parte di madre, mancanza di attività fisica.

La diagnosi è essenzialmente clinica, non esistono test e analisi mediche specifiche. Ogni donna dovrebbe prestare attenzione ai propri stati emotivi e come questi si modificano in prossimità del ciclo mestruale. Dovrebbe infatti annotare che tipo di sintomi avverte, quanto sono severi, quando insorgono e quando diminuiscono.

Ci sono alcuni accorgimenti per ridurre la minifestazione clinica della disforia premestruale: per esempio una corretta alimentazione, con consumo di frutta e verdura in quantità adeguata, così come la riduzione di assunzione di alcol e caffeina e una giusta attività fisica di tipo aerobico.

Naturalmente non sempre questo cambiamento di stile di vita è sufficiente, se vi sono sintomi di insonnia, è necessario affrontarli farmacologicamente, altrimenti perdura lo stato di irritabilità e stanchezza fisica e psichica.

Recenti studi dimostrano come vi sia una netta correlazione fra questi sintomi e uno stato depressivo per cui si ritiene indicata anche la somministrazione di farmaci antidepressivi per alleviare il disturbo disforico premestruale.

Poichè molto spesso la disforia si accompagna al mal di testa tipico del momento premestruale e mestruale, bisogna prendere in considerazione anche un intervento farmacologico sintomatico per questo.

Sembrano essere inoltre utili semplici tecniche di rilassamento, che possono essere apprese in poche sedute di psicoterapia.