L’adolescenza è un momento di grandi cambiamenti.

Con le prime mestruazioni (menarca) il corpo delle ragazzine comincia a cambiare. Questo comporta una sensazione di perdita di controllo e molto spesso le adolescenti non si riconoscono in quello che vedono.

Bambine sempre state magre, cominciano ad avere qualche curva in più, bambine grassottelle si allungano in maniera spropositata.

E’ difficile rimanere se stesse dal momento che il corpo cambia e con questo anche i commenti dei conoscenti, dei familiari e soprattutto dei ragazzi. E’ molto difficile che un’adolescente passi indenne da tale mutamento.

Molto spesso iniziano a comparire fobie rispetto a certe parti del corpo (“non mi piace il mio seno”, “ho il sedere troppo grosso”) oppure tutto il fisico viene disprezzato (“sembro una vacca”, “sono un chiodo”).

Chiaramente l’insoddisfazione sull’aspetto esteriore corrisponde ad una difficoltà interiore, relativa all’accettazione dei cambiamenti che la crescita comporta.

Finisce una fase della vita, la fase dell’infanzia, e si entra a poco a poco nel mondo degli adulti che spesso viene visto come invalidante e giudicante.

In questa situazione nasce l’idea di controllare quello che si può controllare: poichè non controllo i cambiamenti della mia vita che diventa adulta, cerco di controllare il mio corpo attraverso la mia alimentazione.

Si ha la sensazione di poter gestire il proprio fisico, rendendolo come più ci piace: o come quello di una bambina non cresciuta oppure enorme, perchè non sia oggetto di attrazione sessuale. In un caso o nell’altro è l’alimentazione il veicolo tramite il quale l’adolescente si illude di controllare il corpo e, attraverso questo, la propria vita.

Si assiste perciò a modifiche delle abitudini alimentari con restrizione eccessiva fino al digiuno, eliminando gruppi alimentare fondamentali per lo sviluppo e la crescita (come per esempio i carboidrati: pasta, pane, patate…).

Cosi come si può assistere alla comparsa di emotional eating, cioè il piluccare su base emotiva, oppure all’origine di vere e proprie abbuffate con perdita di controllo sul cibo (l’adolescente mangia un pacchetto intero di merendine, tutto il formaggio nel frigo, affettati e gelato…..).

E’ frequente che ragazzine che si impegnano in regimi alimentari molto restrittivi, vadano poi incontro ad abbuffate con ricerca di cibi particolarmente grassi (patatine…).

Ci possono essere alterazioni del comportamento alimentare che testimoniano difficoltà più profonde, anche senza scaturire in veri e propri disturbi dell’alimentazione.

Molto spesso si assiste ad adolescenti che, dopo aver mangiato un gelato o comunque qualcosa x il cui schema mentale hanno sgarrato, aumentano l’attività fisica, corrono, vanno in palestra…..

E quindi l’attività fisica perde la sua componente sana e diventa unicamente una modalità per smaltire calorie considerate di troppo.

Per tutto questo è necessario prestare attenzione a cambiamenti alimentari e motori delle adolescenti perchè potrebbero essere segnali di una insoddisfazione più profonda, fisica e psicologica, da affrontare con specialisti.