Gli attacchi di panico sono degli attacchi di ansia acuta.

I sintomi che si presentano sono sia a livello fisico che psicologico.

I sintomi fisici possono essere tachicardia, palpitazioni, sudorazione, difficoltà nel respiro, parestesie (cioè l’informicolamento degli arti o a livello della bocca), sintomi gastro intestinali (mal di stomaco, diarrea…), sensazione di non poter tenere le gambe ferme, dolori diffusi, cefalea, vertigini e sensazione di svenimento. I sintomi psicologici sono la sensazione di paura intensa, paura di morire, paura di svenire, paura di soffocare, paura di ammalarsi, paura di non avere via di uscita.

Gli attacchi di panico insorgono fin dall’adolescenza con un picco di incidenza fra i 25 ed i 45 anni.

Le donne sono più colpite degli uomini: basti pensare che fra il 2 e il 4 % della popolazione adulta in Italia soffre di attacchi di panico e per il 70 % le vittime sono donne.

Quando si presenta per la prima volta l’attacco di panico, è chiaro che la donna si impaurisce. Non riesce a capire cosa stia succedendo e perchè. A maggior ragione in adolescenza. L’attacco di panico può infatti scatenarsi su una situazione di ansia ma anche e soprattutto in un vissuto di calma e serenità.

E’ logico pensare ad un malessere di natura organica: problemi di cuore, respiratori, intestinali o neurologici. Prima di tutto bisogna in effetti escludere una diagnosi di patologia fisica. E’ necessario compiere tutti gli accertamenti necessari perchè esistono malattie che ricalcano i sintomi dell’attacco di panico (ipertiroidismo, feocromocitoma….). Quindi la prima cosa da fare davanti a questi sintomi, è una ricerca medica su eventuali possibili cause.

Esclusa la componente fisica, si può diagnosticare un vero e proprio disagio psicologico. L’attacco di panico può essere anche paucisintomatico, cioè presentarsi solo con uno o con pochi dei sintomi sopra descritti.

L’attacco di panico non è rischioso in sè. E’ segno di disagio e sofferenza ma passa spontaneamente nell’arco di pochi minuti.

Il problema reale è la paura che rimane di avere nelle situazioni più disparate un attacco di ansia. Questo purtroppo comporta un notevole condizionamento nella vita di una donna che ha avuto un attacco di panico: si cerca infatti di evitare tutte le situazioni che potrebbero farlo ripresentare.

Inoltre la donna diventa attenta a tutti i segni del proprio fisico, anche in maniera esagerata, nella paura che vi sia un mutamento delle normali attività fisiologiche e quindi un attacco di ansia.

Si crea cioè una sorta di circolo vizioso per cui se l’individuo ha paura di avere un attacco di panico, sta attento a tutto quello che può capirgli fino a vivere in uno stato di allerta tale da indurre ansia al minimo cambiamento rispetto alla normalità.

Si ha quindi paura della paura, fino alla paralisi; a ridurre qualsiasi contatto esterno con stimoli di diversa natura che potrebbero indurre un attacco di panico.

Ho avuto pazienti con la paura di rimanere sole con i bambini piccoli, per la fobia di sintersi male e non poter provvedere alle necessità del piccolo; Così come subentra il terrore di trovarsi in situazioni senza via di uscita (cinema, ristorante, supermercato…).

Gli attacchi di panico possono verificarsi anche di notte, con un risveglio in preda all’ansia. Ciò porta a pensare che si tratti di patologie organiche, perchè durante il sonno “si è tranquilli”. In realtà non è cosi, possono essereci stimoli importanti anche durante il sonno, oltre al fatto che l’attacco di panico, come suddetto, si può manifestare in condizioni di calma apparente.

Attualmente gli attacchi di panico si curano in maniera piuttosto agevole, sia da un punto di vista farmacologico che psicologico..

Probabilmente la fase più impegnativa è quella diagnostica e quella quindi che comporta l’accettazione che la sofferenza sia a livello psicologico. Ciò che avvertiamo come malessere fisico, in realtà è un disturbo psichiatrico e come tale deve essere curato.

Farmacologicamente esistono terapie molto efficaci, essenzialmente gli SSRI, cioè gli antidepressivi inibitori del reuptake della serotonina. Da un punto di vista psicologico, la terapia elettiva è la terapia cognitivo comportamentale, individuale e anche di gruppo.

E’ stato visto come le donne rispondano megli alle terapie per gli attacchi di panico, più capaci di mettersi in  discussione e con una grande volontà di risolvere il problema.