La Bulimia Nervosa è un disturbo del comportamento alimentare. Si caratterizza per la presenza di perdite di controllo sul cibo (abbuffate) seguite da meccanismi di compenso che possono essere di vario tipo come per esempio vomito autoindotto o abuso di lassativi e diuretici o iperattività fisica.

Si può fare diagnosi di bulimia nervosa solo se alle abbuffate seguono comportamenti volti a consumare ciò che si è ingerito. Ed infatti le bulimiche generalmente sono normopeso.

Se invece il quadro si caratterizza per la presenza di abbuffate non seguite da altri comportamenti, si parla di disturbo da alimentazione incontrollata, spesso associato al sovrappeso.

Ma come riconoscere una persona affetta da bulimia nervosa? Quando ci dobbiamo preoccupare e per quali comportamenti?

Prima di tutto se vediamo una ragazza che pur mangiando in modo eccessivo, non aumenta di peso. La scusa che di solito viene utilizzata è di avere un metabolismo molto veloce. Questo però non può giustificare abbuffate ricorrenti senza aumentare di un etto!!! Logicamente se la persona è attenta al peso, si pesa frequentemente, si guarda spesso allo specchio,  più volte afferma di essere grassa pur essendo nella norma, dobbiamo considerare che ci sia una sofferenza sottostante.

L’abbuffata si può riconoscere o comunque supporre qualora manchi cibo in casa o vi sia una spesa eccessiva con un  consumo di soldi non giustificato.

Ma ci sono altri comportamenti che devono mettere in allarme.

Per esempio bere molti litri di acqua ai pasti o pasteggiare con bevande gassate. Questi sono escamotage che rendono più semplice provocarsi il vomito dopo il pasto. Così come è tipico di chi soffre di bulimia la presenza del segno di Russel: una o più sbucciature sulle dita della mano, provocate dai denti durante le manovre per provocarsi il vomito.

Chiaramente un segnale importante è recarsi in bagno subito dopo i pasti, soprattutto se il comportamento è ripetitivo.

Oscillazioni di peso e di livelli di gonfiore possono essere indicativi di utilizzo di lassativi o diuretici. Presenza frequente di sintomi diarroici dovuti alla autoregolazione dell’alvo con purghe o preparati di erboristeria. Regolari visite in farmacia o richiesta di soldi per recarsi a comprare farmaci e altri preparati simili. L’uso di compresse che promettono una riduzione di peso.

L’attività intestinale può essere stimolata in vario modo anche ingerendo bevande molto fredde o stando al freddo, comportamento che viene erroneamente utilizzato anche con l’idea di accellerare il metabolismo.

Come meccanismo di compenso può essere utilizzata anche l‘iperattività fisica: questa si può espletare o attraverso allenamenti frequenti o attraverso l’abitudine a camminare sempre ed in maniera compulsiva.

Da segnalare inoltre la possibilità che alle abbuffate seguano giornate di digiuno o restrizione estrema. Anche questo è un metodo per tentare di compensare attraverso un bilancio calorico.

Ultimamente si sta facendo strada una modalità abbastanza particolare di comportamento alimentare: le ragazze masticano e sputano senza inghiottire il cibo. Quindi l’utilizzo di molti fazzolettini di carta o l’avvicinarsi le mani alla bocca durante il pasto, sono atteggiamenti sospetti.

Vi sono poi metodi più bizzarri come per esempio abbuffarsi di alghe per indursi un ipertiroidismo o abusare di eutirox per aumentare il metabolismo.

Nelle ragazze diabetiche di tipo I, vi può essere una manipolazione dell’insulina al fine di perdere peso.

Vi sono studi che dimostrano come molte bulimiche ricorrano a frequenti donazioni di sangue nel tentativo di dimagrire.

Ovviamente tutti i meccanismi di compenso sono rischiosi per la salute e per lo più inefficaci.

Qualora si riscontrino uno o più di questi comportamenti, bisogna interrogarsi sul malessere della ragazza. Se si presenta anche irritabile, tesa, nervosa o comunque sofferente, è necessario affrontare il problema coinvolgendo uno specialista.