L’età di esordio dei disturbi del comportamento alimentare si sta modificando.

Anoressia e bulimia insorgono o molto presto o molto tardi. Diciamo che l’età di insorgenza si sta abbassando fino ad avere casi che compaiono a 9 anni. Così come si sta anche alzando, verificandosi l’insorgenza del disturbo alimentare nell’età adulta, soprattutto in coincidenza della menopausa.

Come precedentemente detto, queste due età hanno in comune i grandi cambiamenti che il fisico attraversa. La pubertà si associa a importanti modifiche psicofisiche, così come la menopausa. Nei periodi di cambiamento, la bambina, la ragazza o la donna cercano di controllare il prorpio corpo e la propria alimentazione.

L’esordio in età pediatrica (9-10 anni) generalmente avviene con la fase restrittiva cioè con un quadro sovrapponibile all’anoressia nervosa. Solo successivamente si può passare alla bulimia.

La bambina inizia a mangiare sempre meno, eliminando determinati alimenti come per esempio pasta, pane o dolci.

E’ frequente che bambine cicciottelle si mettano a dieta, seguendo una alimentazione restrittiva autogestita oppure diminuendo drasticamente le diete prescritte da specialisti.

L’incidenza dei disturbi alimentari è superiore in bambine che si dedicano a determinati sports quali per esempio danza, soprattutto classica o pattinaggio. Sport dove è fondamentale avere un aspetto fisico magro e longilineo.

Capita che apprezzamenti sul peso e sulla forma fisica vengano, in buona fede, effettuati dagli istruttori stessi. Chiaramente questa non è la causa della comparsa del disturbo alimentare ma può essere un fattore scatenante.

Le cause del disturbo alimentare sono molteplici: intervengono fattori culturali, individuali, sociali, familiari e probabilmente genetici.

Nei casi in cui l’insorgenza avvenga in età infantile, si consiglia come terapia un approccio familiare, agendo quindi sulle dinamiche relazionali all’interno del nucleo familiare.

E’ di questi ultimi anni un intervento che vede i genitori protagonisti anche nell’organizzazione dell’alimentazione della bambina.

In età adolescenziale, l’esordio può essere sia con una fase anoressica-restrittiva, sia con una fase bulimica, cioè con meccanismi di compenso quali vomito auto indotto o iperattività fisica.

Anche in questo caso la comparsa del disturbo si associa ad una autogestione dell’alimentazione.

Spesso c’è una influenza fra pari: le ragazzine iniziano una dieta insieme fra loro oppure cercano di emulare compagne più magre. Vi è una certa pressione sociale a cui le ragazze sono molto soggette.

Cosi come è richiesta una certa forma fisica per effettuare certi sport.

In questi casi l’intervento è associato: individuale e familiare. Individuale perchè si cerca di aumentare l’autonomia delle ragazze e familiare perchè anche in questa fascia di età il disturbo alimentare ha una valenza comunicativa.

Durante la maturità, si può avere la comparsa di un  disturbo alimentare sia restrittivo che con perdite di controllo.

Generalmente consegue a qualche evento traumatico, sia questo come viene affrontata la menopausa, sia una separazione o un lutto.

La diagnosi differenziale è con la mancanza di appetito e la perdita di peso che si possono avere in corso di depressione.

In questi casi l’approccio migliore è sia psicoterapico che psicofarmacologico.

Logicamente ci deve essere, per effettuare una cura efficace,la motivazione al cambiamento della donna. Non sempre questa è presente poichè il disturbo alimentare diventa un modo di vivere funzionale.

In qualsiasi età si verifichino modificazioni dell’alimentazione, bisogna valutare se sitratta di un esordio di un disturbo alimentare.

Qualsiasi sia la causa di un dimagrimento o di un malassorbimento, è necessario prima di tutto informare il medico curante ed effettuare esami di routine.

Successivamente è indispensabile rivolgersi a specialisti del settore.