Le rimuginazioni sone pensieri persistenti e difficilmente gestibili che si presentano nella nosta mente.

Spesso sono indipendenti dalla nostra volontà e compaiono in maniera autonoma, anche quando la persona è concentrata su altro.

Generalmente le tematiche sono ricorrenti.

Vengono percepiti come pensieri pervasivi ed invasivi.

Possono essere presenti in varie patologie psichiatriche: prima fra tutte il disturbo ossessivo compulsivo che si caratterizza proprio per la presenza di ossessioni, idee prevalenti presenti indipendentemente dal significato e dalla volontà.

Succede infatti che pensieri di per sè anche insignificanti, compaiano e permangano durante tutto il giorno. Così come possono essere immagini ricorrenti o addirittura motivetti musicali.

Nel disturbo ossessivo compulsivo questi fenomeni sono tali da essere molto invalidanti, sottoponendo l’individuo ad uno stress costante.

Distinguamo una egodistonia ed una egosintonia nei sintomi ossessivi: egodistonia quando, come dicevamo, la persona avverte il disagio della comparsa di queste idee, egosintonia quando invece c’è una accettazione del fenomeno, come se fosse “giusto” presentare certi pensieri.

Tutti noi nella vita di tutti i giorni siamo dominati da ossessioni ed anche da quello che viene definito pensiero megico tipo “se prendo l’ombrello,allora non piove”. Qualora però questi pensieri siano dominanti e condizionanti la nostra vita, in questo caso, diventano patologici.

Molto spesso le ossessioni si associano a compulsioni. Cioè rituali che devono essere svolti al fine di alleviare l’ansia.

Per esempio recarsi in bagno un certo numero di volte prima di poter dormire o controllare più volte che la porta sia chiusa.

Anche in questo caso, bisogna valutare quanto il dover effettuare un certo gesto sia controllabile e gestibile. Spesso la persona, pur di non manifestare ansia e dubbio, svolge l’atto ripetutamente.

E’ anche vero però che spesso il dubbio rimane e questo spinge quindi inevitabilmente a ripetere il gesto cercando una tranquillità sempre più difficile da trovare.

Ossessioni e rimuginazioni sono presenti anche nei disturbi del comportamento alimentare. In queste patologie il pensiero è totalmente concentrato su cibo e forma fisica. Diventa quindi difficile pensare ad altro e la maggior parte del tempo è impiegata nel conteggio calorico, nella programmazione di cosa eventualmente mangiare o nell‘attività fisica compusiva.

Non si tratta quindi di un disturbo ossessivo compulsivo ma proprio di sintomi tipici di anoressia e bulimia.

Le rimuginazioni sono poi tipiche degli stati depressivi. I pensieri più frequenti ed insistenti  sono quelli correlati alla colpa ed alla rovina.

A volte sono talmente pervasive e ritenute reali dal soggetto, da configurare le caratteristiche di pensieri deliranti, cioè sganciati dalla realtà.

Anche però senza arrivare a questi estremi, la copevolizzazione è un tema ricorrente e persistente nella depressione, così come il negativismo e l‘incertezza per il futuro. Sembra che non vi sia la possibilità di modificare il pensiero e che tutto appaia nero e terribile.

Concludendo possiamo dire che le rimuginazioni sono sintomi angoscianti ed invalidanti.

Qualsiasi sia la causa sottostante, determinano un malessere costante nell’individuo.

Esistono molteplici approcci terapeutici in relazione all’origine di questi pensieri.

Le terapie efficaci sono sia la psicoterapia sia la psicofarmacologia.

Abbinando questi trattamenti, si possono ottenere ottimi risultati.