Generalmente il sintomo più frequente del disturbo da sintomi somatici è il dolore.

Può essere un dolore localizzato (per esempio alle gambe) oppure un sintomo meno specifico (per esempio estrema spossatezza).

Alla base della percezione del sintomo somatico, ci può essere una manifestazione fisica molto modesta o l’errata interpretazione di un normale comportamento fisiologico del nostro organismo.

Logicamente davanti ad un sintomo fisico, è necessario compiere tutti gli accertamenti medici. Qualora questi risultassero negativi, si può pensare ad una diagnosi di disturbo da sintomi somatici.

Vorrei chiarire che i sintomi che avvertono le donne affette da questa disturbo, sono reali. Cioè non si tratta di niente di inventato. Se c’è dolore, c’è veramente. La base però è funzionale e non organica.

Oppure come dicevamo prima, c’è un’esasperazione di qualcosa realmente presente in forma mite.

Correlata al sintomo somatico, vi è la preoccupazione per questo, vissuto come minaccioso e altamente invalidante.

Anche quando è stato verificato che non è niente di pericoloso, le persone continuano a temere fortemente per la propria salute.

Molto spesso gli individui capiscono che dietro a questa sintomatologia si nasconde una angoscia profonda anche per altri aspetti della propria vita. Le donne cioè capiscono che il sintomo somatico è solo la punta di un iceberg più profondo.

A volte però non è così e l’individuo si focalizza esclusivamente sul sintomo fisico non capendo e non riconoscendo che può essere la spia di un disagio psichico.

In maniera più specifica, il DSM V (cioè il Manuale per le Diagnosi della Patologie Psichiatriche) definisce così il disturbo da sintomi somatici:

  • presenza di uno o più sintomi somatici che procurano disagio o portano ad alterazioni significative della vita quotidiana
  • presenza di pensieri sproporzionati e persistenti circa la gravità dei propri sintomi oppure livello costantemente elevato di ansia per la salute o per i sintomi o ancora eccessivo tempo o eccessive energie dedicate ai sintomi o a preoccupazioni riguardanti la salute.

Per fare diagnosi di disturbo da sintomi somatici la condizione patologica deve essere presente per lo meno da 6 mesi.

Generalmente il sesso femminile è più colpito del sesso maschile.

E la prevalenza di questo disturbo nella popolazione generale è del 5-7%. Quindi abbastanza alta.

Nonostante i vari accertamenti diagnostici a cui la donna si sottopone, tutti con esiti negativi, l’ansia non si placa.

E’ stato visto che sono più portate verso questo tipo di disturbo le persone che presentano una tendenza all’affettività negativa (cioè all’abbassamento del tono dell’umore) e all’ansia.

Molto spesso si verifica in persone che hanno avuto o una malattia importante o un dolore cronico di natura organica.

E’ più frequente in età avanzata dove logicamente la diagnosi è più difficile, essendo veramente presenti sintomi somatici diffusi.

Quindi possiamo concludere che davanti ad un sintomo fisico che non recede con le normali cure quale per esempio un dolore localizzato o aspecifico, è importante, dopo aver attuato tutti gli accertamenti diagnostici, pensare alla possibilità di una base psichica.

Ciò non significa che il sintomo fisico non sia reale, cambia però la strategia diagnostica e terapeutica con possibilità di intervenire con l’utilizzo di psicofarmaci o con un sostegno psicoterapico.