La cleptomania (impulso a rubare) è un fenomeno in crescita.

Prima di tutto va detto che non tutti quelli che rubano, sono affetti da cleptomania. Esistono infatti i cosidetti furti comuni, premeditati oppure no, che vengono decisi in base al valore ed all’utilità dell’oggetto. Cosa che non accade ai cleptomani.

Inoltre spesso i ladri simulano di essere cleptomani, cioè di avere l’impulso incontrollabile a rubare, per evitare pene od avere attenuanti.

La tendenza ai furti si riscontra anche nei disturbi di personalità come per esempio il disturbo antisociale di personalità. In questo caso però vi sono altri sintomi, tutti nell’ambito dell’antisocialità (per esempio torturare gli animali, tendenza a delinquire in ogni modo….).

Così come l’atto di rubare si può avere nei casi di eccitamento maniacale, nell’ambito di un disturbo bipolare, cioè di una alterazione del tono dell’umore.

Ma occupiamoci più nello specifico di quella che viene definita proprio cleptomania.

Si caratterizza per la ricorrente incapacità di resistere all’impulso di rubare oggetti anche se non c’è alcun bisogno per uso personale o in realtà non hanno valore economico.

Spesso viene rubato ciò che le persone già hanno.

Si accompagna ad una crescente sensazione di tensione prima di compiere il gesto e piacere e gratificazione o addirittura sollievo quando il furto viene compiuto.

Il furto non viene messo in atto per rabbia o vendetta ma proprio per l’incapacità di resistere all’impulso.

Come dicevamo prima, il rubare non deve essere un sintomo di un altro disagio psichico ma deve configurare una malattia a sè.

La cleptomania è presente nel 2-4% degli individui arrestati per furto.

La sua prevalenza nella popolazione generale è abbastanza rara, circa 0,3-0,6%.

E’ molto più frequente nel sesso femminile.

Le donne cleptomani sono consapevoli che rubare è “sbagliato” e molto spesso si sentono in colpa o depresse in seguito all’evento, ma è come se non potessero farne a meno.

Spesso l’individuo ha anche il timore di essere arrestato.

Accumula gli oggetti senza neanche utilizzarli perchè la gratificazione non è correlata al possesso ma al compiere l’atto di rubare.

Molto spesso la cleptomania si associa ad altre alterazioni del controllo degli impulsi, come per esempio shopping compulsivo o bulimia nervosa.

Non è raro però che siano affette da questo disturbo donne con alterazione del tono dell’umore, soprattutto depressione, oppure affette da disturbi di ansia.

In effetti da un punto di vista neurobiologico le via trasmettitoriali coinvolte in questo processo sono quelle delle dipendenze comportamentali e dell’affettività, quali il sistema serotoninergico, il sistema dopaminergico e quello oppioide.

Questo ci fa capire come la cleptomia possa essere curata, sia farmacologicamente con psicofarmaci ad hoc sia con tecniche cognitivo comportamentali.

Qualora si abbia la sensazione di essere affetti da questo problema, è quindi indispensabile ricorrere ad una consulenza specialistica, senza vergognarsi.

Il medico infatti non dà mai un giudizio morale su certi tipi di comportamento.