Il  BMI (Body Mass Index) o IMC (Indice di Massa Corporea) si calcola dividendo il peso di una persona per il valore dell’altezza al quadrato.

Ma a cosa serve questa semplice formula?

Viene utilizzata per avere una indicazione relativa al peso corporeo di ciascun individuo.

E’ una formula applicabile in età adulta in quanto in età infantile è più corretto e preciso utilizzare i percentili di peso ed altezza secondo le curve maschili e femminili per valutare la corretta crescita di un bambino.

Logicamente il BMI fornisce una indicazione in senso lato, non dando alcun suggerimento sulla composizione corporea.

Quindi dal valore del BMI non si può certo capire la percentuale di massa grassa o di massa magra o la componente di acqua di un organismo. Per ottenere tali risultati, sono necessari altri esami, come per esempio la bioimpedenziometria.

Allora perchè il BMI è così importante?

Ci fornisce uno spaccato dello stato organico della persona.

Ed in base a questo possiamo distinguere la necessità o meno di mettere in atto diversi approcci terapeutici.

Per quanto riguarda il sesso femminile, il peso normale risulta compreso fra un BMI di 18,7 e di 25,00. Molto spesso nei libri si trova scritto che il BMI normale è 18,5. Possiamo però dire che questo è un valore veramente al limite.

Così come diversi autori affermano che un BMI veramente normale dovrebbe essere vicino a 20.

Si ritiene che il BMI 18,7 sia corrispondente al peso minimo con il quale una donna possa mestruare.

In realtà non è proprio così.

Sempre più spesso si assiste a ragazze, soprattutto molto giovani, che presentano il ciclo anche a BMI molto inferiori. Un tempo si riteneva che questa fosse una discriminante per fare diagnosi di anoressia nervosa, mentre al momento attuale non è più così.

Ma che significato può avere un peso sotto la norma?

Non necessariamente corrisponde ad una diagnosi di disturbo alimentare: spesso si possono avere quelle definite “magrezze patologiche”, situazioni in cui il peso basso può essere dovuto a diversi fattori.

Nell’ambito del disturbo alimentare il BMI ci permette anche di avere una indicazione terapeutica.

Quando il BMI risulta essere inferiore a 16, si ritiene sia necessario intervenire con un ricovero in ambito ospedaliero o riabilitativo.

Fra 16 e 18,7, l’intervento può essere effettuato in regime di day hospital.

Logicamente questo non è l’unico fattore da valutare. Sono indispensabili le analisi ematiche e la valutazione della pervasività dei sintomi alimentari.

Per il sesso maschile il sottopeso viene stabilito qualora il BMI sia più basso di 19,22.

Valori di BMI compresi fra 25 e 29,9, indicano uno stato di sovrappeso. BMI superiori o uguali a 30, obesità.

Quindi anche in questi casi è utile ricorrere ad un sostegno specialistico in quanto mantenere il peso corporeo nei limiti della norma, è un fattore preventivo per le malattie cardiovascolari, articolari ed anche metaboliche.

Quando ci troviamo nell’ambito del sovrappeso, può essere sufficiente un programma di rieducazione alimentare con incremento dell‘attività motoria.

Nel caso dell’obesità, il trattamento deve essere integrato multidisciplinare.

Ciascuno di noi può calcolare il proprio BMI ed in base a questo orientarsi sulla necessità di un intervento medico.