I rapporti fra sonno e obesità sono complessi.

Sono diversi gli studi che affrontano questa tematica.

La maggior parte di questi riporta che nei bambini vi è una relazione stretta fra problemi di sonno ed aumento di peso.

Meno un bimbo dorme, più sono le possibilità che vada incontro ad un aumento ponderale.

Ma oltre che nei bambini, questa è una relazione testimoniata anche negli adulti: peggiore è la qualità del sonno, maggiore è l’incidenza di obesità.

E’ stato visto che nei casi in cui il sonno non raggiunga le normali otto ore, aumenta la frequenza delle condotte da grignotteur (cioè lo smangiucchiamento, il piluccamento) ed aumenta anche la frequenza delle abbuffate notturne.

Nei bambini viene incrementato il consumo di snack, generalmente ipercalorici, con conseguenti ripercussioni sul peso corporeo.

Sembra che nell’infanzia una cattiva qualità del sonno si associ ad un maggiore utilizzo di dispositivi tecnologici (TV, PlayStation…) con conseguente decremento dell’attività fisica e quindi possibile aumento di peso.

A questo fenomeno sono soggetti anche gli adolescenti ed i giovani adulti.

Ma il sonno ha anche un’influenza sul metabolismo: la riduzione delle ore di sonno comporta una alterazione nel metabolismo dei carboidrati e soprattutto una variazione delle sostanze endocrine che regolano il senso di fame e di sazietà.

Infatti aumenta la grelina che determina un incremento del senso di fame e si riduce la leptina che invece è responsabile del livello di sazietà.

In parole povere dormendo poco, si raggiunge più difficilmente il livello di sazietà ed aumenta il senso di fame: quindi si è portati a mangiare di più.

Bisogna inoltre considerare come i pazienti obesi proprio per la condizione di obesità, sono portati a dormire meno e peggio.

Si verifica infatti una alterazione della capacità respiratoria, soprattutto nell’obesità grave, fino ad arrivare al fenomeno delle apnee notturne, cioè dei black out respiratori durante il sonno.

Questo giustifica la cattiva qualità del sonno, pertanto il paziente ha risvegli notturni o risveglio precoce.

Ciò comporta una riduzione delle ore di sonno.

Si viene quindi a stabilire una sorta di circolo vizioso: più si ingrassa, meno si dorme; meno si dorme, più si mangia.

Per ovviare a questo problema è indispensabile agire sia sul sonno sia sulla perdita di peso, determinando così un netto miglioramento della qualità della vita dei soggetti.