Fra i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, trova il suo spazio il disturbo definito da ruminazione.

Ricordo che iniziammo a vedere questo tipo di comportamento circa una ventina di anni fa in pazienti affette da disturbo alimentare: donne e ragazze introducevano cibo in bocca, lo masticavano e poi lo sputavano.

Si è visto poi che questo meccanismo si poteva presentare anche al di fuori di un disturbo alimentare, in casi particolari.

Quindi attualmente il disturbo da ruminazione è descritto come una malattia vera e propria, caratterizzata da:

  1. Ripetuto rigurgito di cibo per un periodo di almeno un mese. Il cibo rigurgitato può essere rimasticato, riingoiato o sputato.
  2. Non vi è alcuna patologia dell’apparato digerente: cioè questo comportamento non è dovuto a malattie organiche sottostanti.
  3. Questo fenomeno non si manifesta esclusivamente durante un altro disturbo alimentare. Ciò significa che questa attività si trova come sintomo di anoressia, bulimia, BED ma può presentarsi anche da solo e costituire la parte fondamentale del disagio.

Questo disturbo può essere presente nei neonati, che sembrano trarre piacere da questa attività. Si può unire ad una certa dose di irritabilità fra un rigurgito e l’altro.

Può verificarsi nei bambini e può associarsi nei casi più gravi a importante malnutrizione.

Cosi come può coinvolgere adolescenti ed adulti che spesso tentano di mascherare il rigurgito tossendo, mettendosi una mano od il fazzoletto vicino alla bocca.

Spesso questo sintomo si associa alla difficoltà di mangiare in pubblico, in occasioni sociali.

Da ciò deriva un evitamento di eventi in cui il cibo viene consumato in compagnia.

Abbiamo detto come questo comportamento sia tipico dei neonati e dei bambini.

Come disturbo a sè stante, frequentemente nelle altre età, si associa ad una situazione di deficit cognitivo e può essere molto grave.

Soffermiamoci però sul caso in cui questi sintomi si presentino associati ad altre patologie.

Come già detto, sintomi da ruminazione sono frequenti in coloro che presentano alterazioni della condotta alimentare.

Può essere cioè un meccanismo di compenso o meglio di non ingestione di cibo e calorie, pur sentendo il gusto degli alimenti.

Così come spesso mi è capitato di vedere sintomi di ruminamento in pazienti affetti da ansia.

Tale era la preoccupazione che “il cibo potesse andare di traverso” da far si che venisse sputato.

Quindi alla base di questi sintomi, vi possono essere molte cause.

E’ comunque un comportamento da non sottovalutare in ogni fase della vita.